L’approccio olistico ottimizza i processi
La fucina di Wasen nell’Emmental, dove in origine si producevano nasiere per la doma dei manzi, si è trasformata nel corso dei decenni in un’impresa innovativa e presente a livello globale, sinonimo di utensili e strumenti medicali ineguagliabili per durata e precisione: PB Swiss Tools . La storia dell’azienda è iniziata nel lontano 1878. Dal 1940 vengono prodotti utensili , nel 2013 si sono aggiunti i prodotti medicali . Oggi gli specialisti di oltre 80 Paesi scelgono PB Swiss Tools quando il loro lavoro deve soddisfare i massimi requisiti di qualità. Nei due stabilimenti di Wasen e Sumiswald, 180 collaboratori producono ogni anno 12 milioni di utensili e strumenti, oltre due terzi dei quali vengono esportati in tutto il mondo. Nella sede principale di Wasen e nello stabilimento di Sumiswald vengono prodotti utensili e strumenti medicali della massima precisione e durata. Nel 2019, alla fiera specializzata Prodex di Basilea, la delegazione di PB Swiss Tool ha fatto un incontro molto interessante: quello con l’ambasciatore del marchio Blaser, Titan Gilroy, e con il lubrorefrigerante Synergy 735. A colpire particolarmente Patrick Gehrig, direttore della produzione di PB Swiss Tools, è stato l’approccio olistico di Blaser Swisslube: maggiore produttività e costi ottimizzati grazie all’impiego dell’«utensile liquido». «Abbiamo subito concordato di visitare la produzione di PB Swiss Tools per discutere di una possibile collaborazione» racconta Hans-Peter Dubach, tecnico applicativo di Blaser Swisslube. La visita si è svolta totalmente in linea con l’approccio complessivo del celebre produttore di lubrorefrigeranti: parallelamente alle discussioni e ai colloqui, sono stati passati al microscopio tutti i dettagli della produzione. «La nostra analisi ha compreso la qualità dell’acqua, degli utensili e macchine utilizzati e dei materiali lavorati», racconta Hans-Peter Dubach. «Abbiamo esaminato tutti i processi a monte e a valle, individuando chiaramente un potenziale di ottimizzazione: la pulizia delle macchine era migliorabile, i torni erano unti e appiccicosi. Inoltre, ritenevamo di poter migliorare anche la durata degli utensili.» Patrick Gehrig, responsabile del settore Produzione, e Hans Rudolf Mathys, responsabile del team Truciolatura presso PB Swiss Tools Gli esperti di PB Swiss Tools si sono così posti l’obiettivo, in collaborazione con Blaser Swisslube, di ottimizzare i processi, aumentare la durata degli utensili e ridurre i costi complessivi. Dopo la dettagliata analisi, Hans-Peter Dubach ha raccomandato l’uso del lubrorefrigerante trasparente Synergy 735. «Grazie ad additivi ottimali, questo lubrorefrigerante miscelabile con acqua ed esente da oli consente di ottenere superfici perfette. La sua fluidità è straordinaria, macchine e pezzi si puliscono con estrema facilità», spiega Dubach. Inoltre, Synergy 735 consente una chiara visuale del processo di lavorazione e si distingue per l’odore neutro e l’eccellente tollerabilità cutanea. Grazie alla minima formazione di schiuma, è ideale anche per i sistemi ad alta pressione. Migliorata la durata degli utensili Nella primavera del 2019, il nuovo lubrorefrigerante è stato testato per tre mesi su un primo tornio, con risultati pienamente convincenti. La durata degli utensili è aumentata di circa il dieci percento, senza alterare la sicurezza dei processi. E il tasso di rabbocco è stato pressoché dimezzato, con effetti positivi sulle spese totali. È stato quindi possibile ridurre i costi sia a livello di utensili che di lubrorefrigerante. Tutti i tempi di processo sono stati rispettati. I responsabili di PB Swiss Tools sono rimasti entusiasti anche della migliore pulizia di pezzi e macchine. Patrick Gehrig, responsabile della produzione di PB Swiss Tools, guarda già al futuro: «Puntiamo sul nostro partner Blaser Swisslube e ci proponiamo di raggiungere costanti miglioramenti anche in altri settori.» Dall’introduzione della nuova soluzione lubrorefrigerante, le macchine sono più pulite. Dopo il successo di questa collaborazione, l’azienda ha già avviato altri progetti di ottimizzazione dei processi: vi rientrano nuovi processi di levigatura, l’impiego di oli da taglio, l’introduzione di programmi di lubrificazione e una razionalizzazione dell’assortimento di lubrificanti. In futuro, quindi, PB Swiss Tools e Blaser Swisslube rafforzeranno ulteriormente la loro cooperazione. Blaser Swisslube Blaser Swisslube dal 1936 offre soluzioni per la lubrificazione ad elevato valore aggiunto, rispettose dell’uomo e dell’ambiente. L’azienda familiare svizzera sviluppa, produce e vende un’ampia gamma di lubrificanti per le industrie più disparate. Con un team di esperti applicativi, servizi su misura e prodotti di prim’ordine, Blaser Swisslube consente ai propri clienti di sfruttare al massimo il potenziale delle macchine e degli utensili, trasformando il lubrorefrigerante in un fattore fondamentale di successo: un vero e proprio utensile liquido. Blaser Swisslube AG Winterseistrasse 22 3415 Hasle-Rüegsau www.Blaser.com Youtube LinkedIn Facebook Instagram PB Swiss Tools PB Swiss Tools è un’azienda a conduzione familiare oggi diretta dalla quarta generazione, rappresentata da Max Baumann (CTO) ed Eva Jaisli (CEO). La storia di PB Swiss Tools inizia nel lontano 1878, con la fondazione di una fucina nel villaggio svizzero di Wasen. Dal 1940 l’azienda produce utensili e dal 2013 anche prodotti medicali. Oggi, nei due stabilimenti di Wasen e Sumiswald, 180 collaboratori realizzano ogni anno 12 milioni di utensili, oltre due terzi dei quali vengono esportati in più di 80 Paesi. La gamma di prodotti di PB Swiss Tools comprende più di 3000 articoli. PB Swiss Tools www.pbswisstools.com YouTube LinkedIn Twitter Instagram Copyright immagini PB Swiss Tools Copyright testo Blaser Swisslube
Pianificare, decidere, attuare
«Prendiamo in considerazione l’aspetto ambientale già al momento dell’acquisto di una nuova macchina.» ____________ Martin Leuenberger, Project Manager Development Manufacturing Dal 1878, PB Swiss Tools produce nell’Emmental utensili e strumenti medicali di qualità svizzera per tutto il mondo. Signora Jaisli, lei dirige l’azienda da 25 anni, a cosa è dovuto questo lungo successo? Eva Jaisli (EJ): È un processo di sviluppo continuo in cui ci chiediamo sempre: cosa si aspettano i nostri clienti da noi domani? Quali condizioni dobbiamo creare per soddisfare le loro aspettative e ispirarli? La nostra forza innovativa, la qualità inconfondibile e i prezzi competitivi sono essenziali. Questi fattori determinano se possiamo mantenere una posizione leader nel mercato globale e mantenere la nostra promessa «work with the best». Martin Leuenberger (ML): Anche la garanzia a vita sui nostri utensili è certamente degna di nota. Se non ne fossimo convinti noi stessi, non la concederemmo. La gente ha fiducia nei nostri utensili: sono compagni fedeli per i professionisti dell’industria e dell’artigianato così come per gli amanti del fai-da-te esigenti. La sostenibilità ha un’alta priorità nella vostra azienda. Come è nata questa attenzione? EJ: Per generazioni, le famiglie proprietarie si sono concentrate e hanno investito sulla sostenibilità. Con una comprensione della responsabilità sociale, economica ed ecologica, plasmiamo fino a oggi lo sviluppo dell’azienda. Un esempio è la nostra impugnatura completamente riciclabile in acetato butirrato di cellulosa (CAB), un materiale naturale trasformato, prodotto partendo della cellulosa. È stata sviluppata dalle necessità della seconda guerra mondiale, quando non era più possibile acquistare utensili dall’estero. L’esercito svizzero aveva chiesto a PB Swiss Tools di coprire la domanda. Mio suocero ha accettato la sfida e ha investito mezzo anno di fatturato per comprare dall’America un impianto per lo stampaggio a iniezione, una tecnologia allora sconosciuta in Europa. Un investimento audace... ML: Sì, era enormemente orientato al rischio e innovativo. È stato un pioniere con la pretesa di produrre un’impugnatura di alta qualità che potesse essere prodotta in massa nel rispetto della natura. Ed è stata molto convincente sul mercato, tanto che ancora oggi è popolare in tutto il mondo. PB Swiss Tools ha puntato presto sulle pompe di calore. Anche in questo caso vi sono state riflessioni simili? EJ: Anche in questo caso la visione venne da mio suocero, che disse: «Non voglio una ciminiera sul nuovo impianto di produzione. Ci deve essere un’altra soluzione». Così nel 1979 siamo stati una delle prime aziende in Svizzera a integrare un impianto a pompa di calore di questa portata. ML: E questo nonostante i costi folli dell’epoca. Un bruciatore a gasolio sarebbe costato solo una frazione. All’epoca era una prestazione pionieristica, della quale viviamo ancora oggi. Da allora avete integrato altre pompe di calore. Quali sono i vantaggi? ML: Possiamo far funzionare le pompe di calore con il calore residuo dell’acqua di raffreddamento delle nostre macchine. Uno dei nostri due stabilimenti è riscaldato esclusivamente con pompe di calore ad acqua freatica. Le questioni ambientali ed energetiche sono ancorate nella strategia di PB Swiss Tools? EJ: Sì, lo sviluppo sostenibile è un indirizzo della nostra strategia quadriennale. Si orienta alla visione di una società che si sviluppa in modo sostenibile. Sulla base della strategia, sviluppiamo un piano d’azione che definisce i traguardi per due anni. Tra le altre cose, si tratta anche di risparmiare i fattori rilevanti per l’ambiente quali acqua, elettricità e prodotti chimici, così come di ridurre le emissioni di gas serra. Come collaborate voi due? ML: La cooperazione non è complicata. Abbiamo iter decisionali molto brevi. Se ci sono domande o decisioni, le guardiamo insieme, le analizziamo con tutte le persone coinvolte e prendiamo decisioni tempestive. «Lo sviluppo sostenibile fa parte della qualità. » ____________ Eva Jaisli, CEO La Svizzera punta all’obiettivo emissioni zero. Anche voi state andando in questa direzione con PB Swiss Tools? EJ: Chiaramente. La riduzione di CO² è uno dei requisiti per contrastare il cambiamento climatico. C’è un interesse socio-politico e un interesse aziendale per questo tema. Con le nostre misure, non solo riduciamo le emissioni, ma anche i costi. L’obiettivo corrisponde quindi alla nostra logica ed è anche parte della nostra strategia. Oltre alle pompe di calore avete attuato altre misure a protezione dell’ambiente. ML: Esattamente. Un altro traguardo è stato il trattamento delle acque reflue dieci anni fa. Grazie all’introduzione del trattamento a ciclo chiuso della nostra galvanica, oggi risparmiamo molta acqua. Per principio, prendiamo in considerazione l’aspetto ambientale già al momento dell’acquisto di una nuova macchina. Controlliamo come possiamo utilizzare l’energia ausiliaria, per esempio per riscaldare. Rinnoviamo continuamente la nostra tecnologia e la nostra produzione, aumentando così la protezione dell’ambiente, sul lavoro e della salute. Conviene assolutamente analizzare e migliorare continuamente i processi esistenti. EJ: Ci sforziamo di assumere una responsabilità ambientale rilevante per noi stessi e per le generazioni future. Questo richiede sistematicità nel pensiero, nelle decisioni e nell’attuazione. Ma ha anche a che fare con l’atteggiamento, con lo spirito nell’azienda. Quando più persone pensano insieme, i risultati sono di solito migliori. Tuttavia, le misure richiedono anche la volontà di investire continuamente. Come viene attuato concretamente? ML: Per esempio, la manutenzione dei nostri impianti è una priorità assoluta. L’usura è sempre una perdita che può portare a guasti. Ecco perché è molto importante considerare l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla sua creazione al suo smaltimento. EJ: Per questo ci interessano anche i fornitori e il modo in cui si prendono cura dell’ambiente. Si tratta di esaminare costantemente tutti gli aspetti e di chiedersi: A che punto è lo sviluppo tecnologico? Dove possiamo ottimizzare ulteriormente i nostri prodotti o processi di produzione con nuove soluzioni? Di quali condizioni quadro hanno bisogno le PMI per imboccare la strada della decarbonizzazione? EJ: Abbiamo bisogno di un margine di manovra imprenditoriale e dobbiamo esercitarlo con tutta la responsabilità e la diligenza possibili. La legge sulla protezione dell’ambiente, entrata in vigore nel 1985, è diventata un motore dell’obbligo di diligenza e ha certamente contribuito a promuovere metodi di produzione rispettosi dell’ambiente. Entrambi avete menzionato la cultura aziendale come un fattore per le attività imprenditoriali sostenibili. Potete spiegarvi meglio? ML: Un tema è la moderazione. Pensiamo: È assolutamente necessario prendere l’aereo per andare dal cliente o possiamo risolvere il problema in un altro modo? Controlliamo sempre se ci sono modi alternativi per risparmiare risorse. Anche la volontà di rinunciare ne fa parte. È una visione della vita. Fortunatamente, abbiamo molte persone che la condividono e ne vedono il senso. EJ: Il lavoro che ha un senso è un punto molto importante. Lo sviluppo sostenibile è parte di ciò che rende la vita degna di essere vissuta; sia come individuo, come famiglia, come azienda o come società. Per me ha senso l’economia responsabile. Questo è l’obiettivo che perseguiamo presso PB Swiss Tools. Sviluppiamo i nostri prodotti con innovazione e continuità, senza perdere di vista la nostra responsabilità verso l’ambiente. Perché lo sviluppo sostenibile è parte integrante della nostra qualità. È la nostra filosofia aziendale. E questo richiede alfieri che la vivano in prima persona. E non solo all’interno dell’azienda. Eva Jaisli, CEO di PB Swiss Tools e vicepresidente di Swissmem, si batte anche a livello nazionale per un’economia responsabile. Il calore residuo delle macchine nella fabbrica è usato per far funzionare la pompa di calore. L’acetato butirrato, che viene riciclato direttamente sul posto e riutilizzato nel processo di produzione, è utilizzato nella fabbricazione delle impugnature degli utensili. Martin Leuenberger lavora presso PB Swiss Tools dal 1998 ed è responsabile dei settori Ambiente e Sicurezza sul lavoro. Intervista: Corinne Keller Foto: Sonja Heusinger
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Gewerbeausstellung in Sumiswald
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